Intervista: Paolo Bonaiti

Attualmente non una è sorpresa sentire parlare del coronavirus. La pandemia ha cambiato la vita di tutti i peruviani, senza eccezioni, e ci sta colpendo in modi diversi. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il prof. Paolo Bonaiti, professore italiano della nostra scuola, su come lui sta assimilando questa strana situazione in pandemia. Il professore ha vissuto gli ultimi mesi di crisi in Italia, a distanza dalla scuola, e ci ha raccontato la sua prospettiva sul coronavirus da un punto di vista diverso da quello peruviano.

Leonardo: Lei, come professore, lavora dall’Italia, ma insegna a studenti che si trovano a Lima. Ci potrebbe raccontare com’è questa esperienza? Pensa che sarebbe diverso se lei fosse qui in sede?

Prof. Bonaiti: Sicuramente è un’esperienza particolare, nel senso che lavorando appunto dall’Italia, in una scuola peruviana, l’unica differenza direi che è il fuso orario. Perché di fatto, all’inizio è stato un po’ difficile abituarsi, però per fortuna, vista la modalità di lavoro di quest’anno, con la famosa DAD, fare lezioni in questo modo, a Miraflores o a Milano, in questo senso, cambia poco. Direi che quest’anno assolutamente no, non trovo alcuna differenza, se non il fuso orario, che però è solo questione di abitudine.

Leonardo: Certo, infatti il tema della scuola a distanza, mi porta alla seconda domanda. Come professore lei insegna al Raimondi da molti anni, in questa situazione, quale differenza tra scuola in presenza e scuola online? Lei vede questo cambio come qualcosa di positivo o negativo?

Prof. Bonaiti: Allora, sicuramente ci sono degli aspetti positivi, e degli aspetti negativi. Partendo dagli aspetti positivi, il primo che mi viene in mente è questo, ovvero che la scuola (in generale, non solo il Raimondi, ma in Perù, come in Italia, come nel mondo) aveva probabilmente bisogno della didattica a distanza per svecchiarsi. Nel senso che molti docenti hanno difficoltà nell’uso dei computer perché spesso erano vincolati al manuale, alla carta, alle fotocopie. La realtà della didattica a distanza in questo senso penso che di positivo abbia portato in maniera precoce ad uno svecchiamento dell’istituzione della scuola. E penso che, diciamo da questo, la scuola in generale deve imparare anche per il futuro. Questo sicuramente come aspetto positivo. Come aspetto negativo, penso che tutti noi ci siamo accorti in questi mesi che la scuola non è fatta solo di nozioni, per cui il fatto di poter esserci fisicamente, guardarsi, dialogare e stare fisicamente uno di fronte all’altro, imparare da compagni a compagni in un luogo classe, sicuramente tutte queste dinamiche sono mancate, e questo sicuramente è negativo. Abbiamo visto che un conto è insegnare alcune nozioni come farebbe un robot, invece un conto è educare ed educarci a fare scuola, per cui a diventare grandi, e questo sicuramente necessita della presenza fisica, sicuramente, questa è stata una negatività di questi mesi.

Leonardo: Certo, non solo a scuola credo ma nella vita in generale. Volevo anche esplorare questa possibilità, di sapere come le persone stanno vivendo in Italia, perché la situazione è molto diversa dal Perù. Come si sta svolgendo l’emergenza del coronavirus in Italia dal suo punto di vista personale?

Prof. Bonaiti: Allora, questo cade a pennello nel senso che, giusto oggi, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha annunciato nuove restrizioni per l’Italia, di fatto verranno divise le regioni in tre gradi di gravità. La regione in cui mi trovo io, la Lombardia, è inserita nella zona cosiddetta “rossa”. Questo vorrà dire nuovo “lockdown”, molte realtà ferme, scuole a distanza per le superiori, e in somma una serie di restrizioni significative per la vita di ogni cittadino. Quel che mi preme da dire verso il Perù è il fatto di non fare l’errore che è stato fatto in Italia ovvero quello di lasciare, nei mesi estivi, totale libertà in maniera un po’ sconsiderata che poi ha generato questa seconda ondata. Oggi in Italia si parla di quasi 30.000 casi al giorno, cosa che evidentemente rischia di diventare molto, molto grave. La situazione attualmente è sotto controllo, ma siamo comunque nel pieno purtroppo di quella che si temeva potesse diventare la seconda ondata, con il ritorno del virus, più agguerrito che mai.

Leonardo: Si, certo. Speriamo che tutto vada bene. Grazie per l’intervista prof!

Prof. Bonaiti: Perfetto. Grazie a voi!

La situazione che sta vivendo il professor Bonaiti è la stessa di milioni di persone. Molti hanno dovuto prendere decisioni importanti durante questa pandemia, che hanno cambiato notevolmente le loro vite. Grazie alla testimonianza dell’insegnante, possiamo comprendere una prospettiva diversa, riflettendo sulla nostra situazione, sulla nostra educazione, sul nostro futuro.

Leonardo Gulino


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